Haiti: riportati in Italia per essere curati 100 bimbi e 40 mamme dalla Croce Rossa Italiana

Questa storia potrebbe essere come tante altre….ma non è cosi’.Credi , in cuor tuo, di essere cosi’ carico di forza per aiutare gli altri dentro di te che pensi ingenuamente che saresti in grado di sopportare tutto, ma….non è cosi’.

Vedi molti nuclei familiari arrivare nella tenda della Croce Rossa Italiana sotto l’aereo che dovrà portare molti di loro in Italia per un viaggio della speranza, devono fare la visita per l’abilitazione al volo….ne vedi di tutti i tipi:bimbi con tumori,ciechi dalla nascita o in seguito a patologie malcurate,ernie inguinali  talmente grandi che ti lasciano senza parole, e tieni botta ( quasi) a tutto fino a che arriva lui: un bimbo di 8 anni( l’età di mio figlio) cardiopatico grave…orfano che aveva solo uno zio di 25 anni che si occupava di lui che pero’ , apprende in quel momento, non potrà venire perché il progetto prevede solo bambini e madri.Piange disperato, una

disperazione che quasi ti entra dentro e la percepisci nella sua intensità come se alla fine ti appartenesse.Piange disperato e il suo cuoricino inizia a battere cosi’ forte che vedo il petto alzarsi in modo incredibile.Piange per un’oretta inconsolabile , fino a che non arrivano . grazie ad una sorella di Croce Rossa, dei pennarelli e un semplice foglio bianco di carta.

Lui smette di piangere e si mette a disegnare una casa…la casa dei suoi sogni, la casa dei suoi genitori che ha perso con il terremoto.

Contrasti fortissimi che ti toccano talmente nel profondo da non lasciarti il tempo di difenderti per bene.Per fortuna quei pennarelli e quel foglio di carta, hanno fatto la differenza e lui ora ha il battito che si è normalizzato.Leggere il dolore e la disperazione negli occhi del prossimo non è piacevole e questo popolo haitiano ne ha viste molte e per tanto tempo.Non scordero’ mai lo sguardo  disperato del bambino, ma portero’ con me la certezza di aver fatto con i miei colleghi di tutto per aiutare queste persone a percorrere la strada che porta ad una vita migliore.Tra sei mesi li riporteremo a casa con un sostegno a distanza che li aiuterà a vivere meglio, a noi questi episodi, queste storie ci ricordano una caosa che spesso questo mondo distratto e fuorviante ci fa dimenticare: la fortuna diavere una casa, degli affetti e soprattutto la salute.

Haiti,12 febbraio 2010